Il giovane leghista dell’io “discriminato perché eterosessuale” e la Susanna Ceccardi del “questa non è la linea della Lega”

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di Giovanna Di Rosa #Politica twitter@firenzenewsgaia #Toscana

 

C’era una volta il giovane leghista “discriminato perché eterosessuale” che presentava la sua mozione nonostante fosse stato “diffidato” dal farlo e che prosegue la sua campagna di difesa personale e di personale racconto della profonda discriminazione subita in quanto “eterosessuale”, citando addirittura un testo equidistante come il catechismo dei cattolici.

Poi c’è la Susanna Ceccardi che acchiappa la palla al balzo, e sprofonda in incredibili e mirabolanti difese della Lega, alla cui cultura non appartiene la discriminazione – c’è da scompisciarsi dalle risate” – e in spericolate risalite verso la Lega come partito tollerante.

Se il peso delle dichiarazioni del giovane “discriminato perché eterosessuale” sono al momento ininfluenti, ma non per molto considerando la giovane politica che la Lega di Salvini e i Meloni d’Italia stanno crescendo – vedrete che futuro preparano all’Italia – sono assai più pesanti, perché false, quelle di Susanna Ceccardi già candidata fatta a pezzi alle elezioni toscane, ed ininfluente ed ectoplasmica presenza al parlamento Europeo. Sono più pesanti perché consentono alla leghista principessa dell’intolleranza di rifarsi il look. Certo, tocca crederle.

Alla perdente che è riuscita a dire “Abbiamo perso, ma a quelli che hanno vinto diciamo che si può anche perdere”, che ha potuto pronunciare frasi tipo “l’antifascismo non è più di moda“, che si è inventata un passato da criminale di una donna congolese del quale “passato criminale la Questura non sapeva nulla“, che si assembrava con Salvini senza mascherina tanto il Covid-19 lo portano i migranti, e che è riuscita in un attacco alla comunità trans e al consultorio per le persone trans in campagna elettorale, ché toccava cercar voti per perdere le elezioni, non poteva perdere l’occasione per rifarsi bella. O almeno tentare.

Nonostante il giovane “discriminato perché eterosessuale”, l’operazione non le riesce: perché è proprio da dentro la Lega e da quell’acquitrino di intolleranze che rappresenta che nascono tutti gli odi, tutte le discriminazioni e tutti i “puntare il dito”, tesi alla divisione sociale, che hanno favorito questa clima di intollerabile tensione tra i cittadini italiani. E davvero non c’è restyling che tenga. Si sono fatti a pezzi da soli.

 

(25 novembre 2020)

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