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WhyNot: chiude in anticipo la stagione organizzata da Chimera Arcobaleno

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di Paolo M. Minciotti

Con un comunicato stampa inviato in redazione Chimera Arcobaleno informa che la sospensione temporanea della serata avvenuta lo scorso Gennaio è, almeno per questa stagione, definitiva. Non avendo trovato una soluzione efficace e non potendo dare garanzia di poter abitare uno spazio sicuro per le persone LGBTQIA+ la decisione non può essere altrimenti.

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Si interrompe così, in attesa di eventuali nuovi sviluppi, la collaborazione continuativa che va avanti dal 2019 con la discoteca Class125 che ringraziamo per averci accolte nelle ultime 4 stagioni.

“Non sventoliamo bandiera bianca, il nostro “orgoglio incontenibile” non ce lo permette, la storia del movimento LGBTQIA+ non ce lo permette. Ma ci rivolgiamo a quelle persone che hanno contribuito a rovinare il clima di festa e di libertà che si respirava all’interno della serata e hanno fatto in modo di arrivare a questo punto, vogliamo che facciano il loro esame di coscienza e si chiedano: ne è valsa la pena? Confidiamo che un senso di vergogna percorra le loro menti”.

“Whynot è sempre stata una serata aperta a chiunque e frequentata anche da tante persone alleate alla comunità LGBTQIA+ – commenta Gianni Redi, consigliere Chimera Arcobaleno e referente Whynot – ma negli ultimi 2 anni sono aumentati gli episodi di violenza verbale durante la serata, facendo si che questa non fosse più un luogo sicuro per le persone LGBTQIA+. Come Chimera Arcobaleno e come Whynot non potevamo essere complici di questo trend negativo facendo finta di niente. A poco sono servite le campagne di sensibilizzazione realizzate dall’associazione dentro al locale quando mancano informazione e progetti di educazione e di rispetto alle differenze in ambito scolastico e/o familiare.

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La nostra priorità è il benessere e la cura di uno spazio sicuro che è stato violato dai “ragazzi e ragazze per bene di Arezzo” che hanno portato dentro alla nostra realtà la tossicità dell’educazione alla prevaricazione.”

Il Whynot si avvia quindi verso una importante ristrutturazione a partire dall’organizzazione interna, è il momento per ripensarci ed evolverci.

“Ci auguriamo” chiude il comunicato “che nuove forze, nuove idee e nuova linfa ed entusiasmo possano entrare e portare avanti il progetto di visibilità, libertà ed inclusione che è stato il Whynot in queste 12 stagioni. Il Whynot è un bene della Comunità LGBTQIA+ di Arezzo, è arrivato il momento di prendersene cura”.

 

 

(14 marzo 2024)

©gaiaitalia.com 2024 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 

 

 

 



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