“I soliti comunisti di ‘sta cippa… prima o poi vi stermineremo anche in Italia“. Proprio così “stermineremo” perchè il giovanilismo di Fratelli d’Italia sta tutti lì. Cultura politica pochissima o quasi niente, coraggio nel vestire e nell’affermare la qualunque. Proprio la qualunque. Isacco Cantini, già responsabile del dipartimento provinciale per la disabilità di FdI e dal gennaio 2025 coordinatore locale di FdI, scrive il suo arguto pensiero pacifista a commento della notizia pubblicata dal quotidiano online gonews.it su una manifestazione ad Empoli contro l’attacco Usa al Venezuela.
Non si entra nel merito della questione Maduro/Venezuela/Trump sulla quale ci siamo già ampiamente espressi, né ci pare opportuno commentare ulteriormente parole che si commentano da sole, né il personaggio pare essere meritevole di ulteriore attenzione, certamente l’uso di parole come sterminare dall’esponente di un partito che brandisce la fiamma già propria dei partiti fascisti che in Italia sono tristemente noti (sono stati i fascisti, egregio a portare l’Italia in guerra e a instaurare una dittatura in questo paese dove i comunisti, insieme agli altri, hanno scritto la Costituzione sulla quale certi inopportuni sputacchiano con le loro frasi roboanti), denunciano più chi le usa che chi le contesta.
Certo se Meloni e il suo Donzelli (notate una somiglianza?) partito FdI toscano incluso, volessero intervenire senza ambiguità condannando parole tanto inopportune non sarebbe male.
Poi è lo stesso Cantini a chiedere scusa: “Le parole utilizzate sono state gravi, inopportune e sbagliate, e non rispecchiano né il mio pensiero profondo né, tanto meno, una volontà di incitare all’odio o alla violenza. Non ho mai inteso evocare scenari di violenza reale né augurare o invocare lo sterminio di persone o gruppi politici. Si è trattato di una frase scritta con leggerezza e rabbia“.
E la rabbia da dove viene, egregio segretario? A volte qualche domanda bisogna anche farsela. Siamo certi non si tratti della solita allergia a ogni manifestazione di dissenso che caratterizza nostalgie di cui non si sente il bisogno.
(6 gennaio 2026)
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