C’è il Jova-Beach e non posso andare in spiaggia. Proprio ben fatto

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di E.T.

Non prestando particolare attenzione alle scorribande su e giù per l’Italia, con mezzi inquinanti, una crew di decine e decine di persone (che inquinano), generatori rumorosi che funzionano con combustibili inquinanti, del Lorenzo Cherubini del Jova-Beach sulle cui qualità artistiche e velleità da Santone ambientalista mi sono già espresso in altra sede, ho saputo soltanto nella serata del 20 agosto che il cantante per adolescenti con l’unico talento di non averne nessun talento si esibirà a Viareggio il 2 e 3 settembre.

L’ho saputo nel modo più sgradevole: le entrate alla spiaggia nella quale spesso di sera vado a rinfrescarmi, nota come il Muraglione di Viareggio, sono interdette a causa del Jova Beach. Tale interdizione, dicasi divieto imposto non dalle autorità del comune dove risiedo e pago la TARI ma da una organizzazione privata, durerà fin quando l’area non sarà liberata dalle scorribande jovanottesche, quindi almeno fino al 5 o 6 settembre. Ne deriva che io, libero cittadino, non potrò frequentare quella spiaggia dal 20 agosto (giorno in cui ho capito l’andazzo) fino ad almeno la prima settimana di settembre. Parlo del posto più fresco di Viareggio, più tranquillo e, per quanto mi riguarda, più agognato, dove per tutta questa torrida estate sono andato a rinfrescarmi la sera.
In nome di Jovanotti, insomma, io non posso fare a casa mia, ciò che mi fa stare bene.

A tanto si spinge il delirante ardire ambientalista egoriferito del cantante-musicista-poeta-santone i cui adolescenziali concetti sono espressi nella stessa identica maniera da quando aveva 15 anni; a testimonianza che la sua presenza è parte integrante dell’involuzione culturale di tutto un paese i suoi fans cantano a squarciagola versi così semplici e insulsi che potrebbe impararli persino un madrelingua urdu che odi l’Italiano.

Interessanti i prezzi: da 56,50 € a un massimo di 300 €. Cifre che parlano da sole, si commentano da sé e offrono privilegi a chi paga di più. Alla faccia della grande chiesa da Che Guevara (che ammazzava la gente in nome di Fidel Castro sparandogli alla nuca) va a Madre Teresa (che la gente la salvava) con strafalcionesco accostamento di Gandhi a San Patrignano a dire al mondo che il Santone non sa quel che scrive e cerca solo l’assonanza. Sarà stata la lezione vaticana.

Polemiche relativamente alla scelta del Comune di ospitare un evento che nei due giorni previsti aggiungerà circa quarantamila persone alla popolazione di Viareggio (e ci venite a parlare di ambientalismo, ma fateci il piacere), non ne faremo dal momento che a decisione presa c’è un’unica obiezione possibile: perché?

Il Jovanotti ambientalista che non esiste, da anni contestato per un’operazione sbagliata, individualista, opportunistica, antiambientalista, cieca – in ultima analisi, inutile, l’ha fatta fuori dal vaso un’altra volta con questa mastodontica operazione puramente commerciale che di ambientalista non ha nulla (e crea disagio agli abitanti che vedono limitate le loro libertà personali in nome di un evento aperto al pubblico organizzato da privati che colonizzano un’intera area cittadina, non sono l’unico al quale girano vorticosamente le palle) e sul quale Italia Nostra ha manifestato ulteriori perplessità, predicando nel deserto.

Se la spiaggia sarà devastata o no al pari di ciò che è già successo a tante inutili teste che pensano a Jovanotti come a uno da ascoltare, lo vedremo quando potremo ritornarci su quelle spiagge, avendole, l’uomo che delira a vanvera di libertà togliendole agli altri per poter stare su un palco, requisite dopo gli opportuni e legalissimi accordi, impedendo a tutta una città di fruirne nel periodo più caldo dell’anno.

P.S. Le fonti con cui abbiamo parlato all’ingresso dell’area – si poteva transitare nella strada che la costeggia solo a piedi o in bici, non sapevano nemmeno fino a quando – ci hanno informato che per il periodo del concertone addirittura uno stabilimento balneare verrà chiuso e parzialmente smontato, e opportunamente risarcito, affinché la grande panzana ambientalista posso vivere della sua luce e della sua energia [sic] (elettrica, poi ne parliamo in autunno per ragioni che sono note, anzi, notissime).

 

(21 agosto 2022)

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