Una manovra economica alla quale non credono nemmeno loro

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di Giancarlo Grassi

Ciò che è interessante notare sono i due aspetti con i quali il governo Meloni si presenta all’opinione pubblica: la faccia rassicurante della presidente del Consiglio, circondata da peones una serie di imbarazzanti ministri dall’eloquio che definire discutibile è un eufemismo, e quello da televisivo, linguaggi e facce per tutte le ore, che vanno ad informare su ciò che il governo farà nel 2024 o forse prima e usano l’espressione coperta corta, trasformazione dell’espressione miracolo da campagna elettorale, resa necessaria dalle circostanze.

Così mentre Calenda offre i propri preziosi servigi ad uso occhiolino a Forza Italia del post-Berlusconi, arriva finalmente la bozza della manovra economica: una manovra economcia che serve a poco, tappa due buchi, ne apre qualcuno un po’ (se non saranno voragini) e non piace a nessuno. Non piace a Berlusconi che si prepara all’assalto; non piace a Salvini, ma ormai Salvini nella Lega è un dettaglio; non piace alle opposizioni, né al PD, né al M5S né a Renzi (che lascia andare Calenda alla questua a Palazzo Chigi); e non piace nemmeno a Meloni che la sognava diversa e che le renderà la vita complicata in futuro, soprattutto dal punto di vista dei sondaggi. Oggi trionfali.

 

 

(29 novembre 2022)

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