Sulla triste attitudine della cassiera del supermercato viareggino

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di Redazione Viareggio

Riceviamo da un lettore e pubblichiamo la testimonianza che segue.

Nella mattinata del 24 settembre mi sono recato in uno dei numerosi supermercati cittadini con l’intenzione di acquistare quello che mi sarebbe servito per la settimana entrante. Dopo avere riempito il cestello mi metto in attesa alla cassa per aspettare il mio turno. Al momento di pagare con il bancomat la cassiera, lo si capisce dal display del Pos che non riporta la corretta indicazione, sbaglia il comando che mi consentirebbe di pagare attraverso chip. Non contenta insiste in malo modo affinché io inserisca il bancomat anziché utilizzare il chip, operazione che sapevo già avrebbe bloccato il pagamento, essendo stata sbagliata l’impostazione iniziale. Le dico che l’errore viene da lei e mi risponde in malo modo. Faccio notare come quando si commette un errore sia inutile fare i permalosi perché sono io ad avere un disservizio. Mi viene risposto che il permaloso sono io e suggerito di effettuare un terzo tentativo [sic] che mi avrebbe bloccato il bancomat. La signora è irritata. Lei. Così le svuoto sulla cassa la borsa che avevo appena riempito con la merce che avrei voluto acquistare e pagare (e che non ho pagato a causa della palese incapacità di questa signora per la quale avere un lavoro deve essere una disgrazia, e che forse si ritiene nata per altre vette). Risultato, rientro e in quel supermercato non rimetterò mai più piede, ripasso la ferrovia e mi rifornisco da un’altra parte dove, almeno, posso pagare da me senza incontrare altri guai e dove, spero, non si trattino i clienti con l’alterigia e la maleducazione che, per la seconda volta in pochi giorni, ho incontrato in quel supermercato.

Non è la prima vota che raccogliamo testimonianze di disservizi e maleducazione subiti da lettrici o lettori, ed anche da conoscenti, di questo tipo. Provenienti sempre dalla stessa struttura che, parrebbe di capire, non provvede forse a formare a sufficienza gli addetti o, più semplicemente, sembra ritenere – a torto, nel caso sia così – che buona educazione, attenzione al cliente e un semplicissimo mi scusi dopo un errore che crea disagio al cliente e non alla ditta, non siano elementi utili al lavoro.

Il lettore ci informa di avere tentato invano di scrivere all’azienda che sembra non offrire moduli di reclamo da inviare online direttamente alla direzione. Abbiamo controllato. Non li offre.

E’ l’ennesima triste storia del paesucolo-italia dove per il semplice fatto di svolgere un lavoro che si ritiene umile, a torto, non si perde occasione per rompere le scatole al prossimo. Un attitudine disprezzabile.

 

(24 settembre 2022)

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