di Redazione Cronaca
Rapina violenta, ma non l’aveva commessa lui. Undici anni dopo lo stato italiano dovrà risarcirlo con 490mila euro all’esito di una revisione del processo presso la corte di appello di Genova che ha stabilito che aveva un alibi.
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Protagonista dell’allucinante vicenda un muratore tunisino, ora 43enne, venne condannato per rapina aggravata a 4 anni e 8 mesi di cui scontò tre anni e mezzo in carcere per un fatto avvenuto nella notte del 7 settembre 2011 alla stazione di Viareggio, alla quale lui non aveva partecipato. Il cittadini tunisno Mounir Knani era ai tempi titolare di una ditta edile artigianale.
Il suo avvocato riuscì a dimostrare che la notte della rapina Knani era in casa con la fidanzata italiana, ora sua moglie, la figlia di lei e un’altra donna, tunisina, che indicava come colpevole della rapina il suo ex fidanzato. Lo scrive il quotidiano La Nazione. L’uomo avrà un risarcimento di 235,82 euro per ogni giornata di ingiusta detenzione in carcere e 117,91 euro per ogni giorno ai domiciliari più i mancati guadagni per non avere potuto lavorare. Totale risarcimento: € 490mila.
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(3 novembre 2022)
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