di Paolo M. Minciotti
Metti di vivere in un posto dove a tre metri di distanza, cioè dall’altro lato della strada, cioè all’angolo con la piazzetta alla tua destra, insomma ce l’hai in casa, venga aperto più o meno con frequenza, più o meno a discrezione del gestore, un piccolo bar dove ad avere fortuna si possono incontrare a volte fino a due clienti contemporaneamente, non certo a causa della inenarrabile maleducazione del proprietario…
Memoria e Resistenza, lunedì 20 aprile Nardini presenta il podcast “Resistere per l’arte”
Leggi l'articolo →Metti che, forse per rimpinguare le casse che si immaginano non stracolme di piccioli, il gestore in questione il giovedì e il sabato sera, con la puntualità che soltanto i poveri in spirito possono immaginare, decida di dare la stura a serate pseudo-discoteca per sessantenni che mai hanno superato l’adolescenza, che gridano di gioia per questa o quella canzone anni ’70 (il nuovo che avanza) nonostante il corpo cadente, con volumi insopportabili che ti costringono a tenere il volume della televisione, o della radio, o di qualsiasi cosa tu stia facendo in casa tua, persino una conversazione, a livelli insostenibili…
Metti che, esasperato da tanta inciviltà che fa a pugni con la pretesa che gli abitanti hanno – questi poveracci! – di definire il luogo dove stanno “il più bello del mondo” e “non c’è un altro posto come questo” (e meno male), tu decida di rivolgerti alle forze dell’ordine chiamando il numero di emergenza che ti passa prima a un corpo, poi a un altro, poi a un altro ancora, dove vieni accolto da una segreteria telefonica [sic] che ti invita e rimanere in linea e tuuuu tuuuu tuuu poi ti rispondono e gli esponi la questione…
Metti che, alla tua rimostranza, venga risposto che non sappiamo cosa fare, dovremmo uscire con i decibel (che immaginiamo non essere il vecchio gruppo di Enrico Ruggeri) e non è così semplice e comunque se lei non ha la casa insonorizzata questo è un problema – la casa insonorizzata? Questo qui fuori fa i cxxxi suoi come se vivesse da solo insieme ai quattro bovari che si ubriacano in quel suo posto di mxxxa e io dovrei avere la casa insonorizzata?
Superstrada Fi-Pi-Li, Giani: “Ripristinato l’accesso al porto di Livorno dobbiamo realizzare il nuovo ponte sullo Scolmatore”
Leggi l'articolo →Metti che, decidendo di soprassedere dall’insultare la povera donna che ti ha risposto, la quale non ha evidentemente colpa dello stato in cui si trova, tu ti trovi a rispondere che “capisci che per i decibel ci vogliano competenze” comprendendo che all’altro capo della conversazione la signora ha un mancamento perché alla parola competenza qualcosa le è sfuggito, così tu la rincuori, le auguri buon lavoro e le dici grazie per tutto quello che fa, perché troppo spesso in questo paese anche l’insignificanza costa sforzo e se proprio non ce la fai, e la signora gna fa’, puoi sempre prendere esempio dal governo e dare la colpa alla sinistra.
E lentamente, giorno dopo giorno, questo paesucolo-Italia convinto di essere popolato da gente furbissima che domina gli eventi si ritrova a fare i conti con la protervia, l’ignoranza, la maleducazione, la sporcizia, i cani che abbaiano a tutte le ore, i sessantacinquenni vestiti come adolescenti, l’odore di fogna, le case marce (dice un amico), nella convinzione infantile che questo sia il luogo più bello del mondo – perché tocca conoscere il resto del mondo per avere termini di paragone, ma per andare in giro devi muovere il culo e se vai all’estero e nessuno parla il dialetto locale che biascichi convinto che sia lingua italiana, come la mettiamo?
(12 marzo 2023)
©gaiaitalia.com 2023 – diritti riservati, riproduzione vietata


