Diciassette anni dopo una delle peggiori tragedie che la città ricordi, Viareggio trova parziale giustizia con la sentenza della Cassazione sull’incidente ferroviario del 29 giugno 2009 che costò la vita a 32 persone. Le condanne definitive in Cassazione riguardano Moretti e per altri 10 imputati: rigettati i ricorsi.
“Sono indignata da questa sentenza perché profondamente ingiusta. È ingiusto per le persone che vengono travolte da questo esito, per alcuna delle quali significa aprire le porte del carcere per un reato colposo, che sicuramente è un fatto gravissimo: ci furono 32 morti e centinaia di feriti. Un reato per il quale l’ingegnere Moretti non è colpevole. Devo dirlo – ma non lo dice il suo avvocato – ma lo dicono le carte”. Queste le parole dell’avvocato Ambra Giovene, difensore di Mauro Moretti dopo la sentenza della Cassazione sulla strage di Viareggio.
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Nella notte del 29 giugno 2009, alla stazione di Viareggio, il deragliamento del treno merci 50325, composto da 14 carri cisterna carichi di GPL, provocò una catastrofe di proporzioni immani. A causa della rottura di un carrello del primo carro, il convoglio uscì dai binari: la prima cisterna si squarciò, innescando la fuoriuscita di una massiccia quantità di gas che, mescolandosi all’aria, formò una nube esplosiva che avvolse l’area circostante. L’innesco del gas, avvenuto pochi istanti dopo, trasformò le strade del quartiere in un inferno di fiamme e onde d’urto devastanti. Le case lungo via Ponchielli e via Porta Pietrasanta furono travolte, causando il crollo di diversi edifici e intrappolando i residenti nel rogo. Il bilancio finale fu di 32 vittime, falcidiate non solo dall’esplosione, ma anche dalle ustioni gravissime causate dall’incendio che durò per ore. Una tragedia segnata da carenze strutturali gravi, come la mancata manutenzione degli assi ferroviari, che ha dato il via a una lunghissima battaglia giudiziaria per accertare le responsabilità e garantire sicurezza ai trasporti ferroviari.
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(25 giugno 2026)
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