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Quelli che a Pisa pestano i senegalesi che chiedono di essere pagati per aver lavorato

di G.G. #Pisa twitter@gaiaitaliacomlo #Razzismo

 

 

La storia è raccontata da Il Manifesto che riporta la storia di due lavoratori migranti senegalesi che dopo cinque giorni di lavoro hanno avuto l’ardire di chiedere di essere pagati e per tutta risposta hanno subito l’aggressione dell’imprenditore, di suo figli e di alcuni amici, componenti il branco di bestie imprenditrici. E’ successo nella civile Toscana, regione che storicamente – e se ne vanta – eliminò per prima il razzismo, ormai nella notte dei tempi. Poi l’involuzione, della quale sono le prime vittime coloro che si fanno belli della loro civiltà. O presunta tale.

E’ successo a Castelfranco di Sotto, pochi chilometri da Santa Croce sull’Arno, provincia di Pisa e “Comprensorio del cuoio” – materiale che non ha nulla a che vedere con la materia della quale certe teste son fatte – e che chiama in causa la società tutta, il suo odio per l’altro, e la protervia che porta al neoschiavismo verso l’africano – povero e bisognoso, quindi sfruttabile – che quando reclama i suoi diritti viene pestato dal capo, dal suo famigliare e dai sodali.

“Un terribile atto di violenza fisica di tipo intimidatorio – tirano le somme la Cgil di Pisa e l’associazione Cossan legata alla comunità senegalese di Santa Croce – si è trattato di un vero e proprio agguato, con catene e spranghe, da parte di almeno sei persone”, tutti titolari e amici di una piccola azienda contoterzista del settore conciario, finiti sotto i riflettori dopo la decisione dei due lavoratori senegalesi di denunciare tutto alle autorità, grazie al sostegno legale della Cgil.

La vicenda sarà portata in Parlamento, proprio come se servisse. C’è una denuncia penale in giro. ne vedremo delle belle. Si registra la presa di posizione della UIL Toscana. “Aggredire lavoratori extracomunitari che chiedono di essere pagati rappresenta una escalation di violenza inammissibile, che mortifica e umilia il mondo del lavoro”. Si schiera anche Assoconciatori: “Situazioni come queste possono esistere solamente se ci sono imprenditori che danno lavoro a queste aziende: se ne servono per ridurre i costi, ed è una vergogna perché creano danni alle imprese che operano nel rispetto delle regole”. Pochi giorni fa il capitano di un peschereccio abusivo, che sfruttava un senegalese a 10 euro al giorno, aveva gettato in mare il ragazzo salvato per il rotto della cuffia da un bagnino. L’uomo, arrestato, aveva fatto gridare allo schifo. Ora il nuovo episodio con tutti i buoni e bravi del mondo che si fanno sentire  e s’indignano.

E prima dove stavano? E quelli che devono controllare cosa fanno?

 




(7 dicembre 2017)

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