di Gia.Gra.
Con la sua ultima mossa Orbán – già buon amico-alleato di Meloni e Salvini, ora ufficiosamente in disgrazia – sembra avere deciso di gettare la maschera come se ne avesse mai avuta una, orientandosi al filo-putinismo opportunista e ricominciando a firmare accordi con la Russia di Putin a chiarire ulteriormente quali sono esattamente le mire del nuovo Zar che sta mettendo a ferro e fuoco l’Ucraina e ha nel mirino il Kazakistan dove, secondo lui e la sua cricca, sta crescendo esponenzialmente il nazismo.
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Orbán – vedremo per quanto tempo ancora Bruxelles ne tollererà la presenza tra gli appartenenti all’Unione – ha rotto gli argini e ha firmato accordi per avere più gas e più petrolio. Insomma Orbán ha deciso di ristabilire i legami con la Russia di Putin che l’Unione europea ha deciso di interrompere dopo l’aggressione dell’Ucraina. Lo scrive La Stampa citando fonti del governo di Budapest dopo la visita ufficiale a Mosca del ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjártó dove sono stati ridiscussi gli accordi tra Gazprom e il governo di Orbán.
La dipendenza ungherese dal gas russo è sempre stata totale. Ora si ridisegna anche un accordo nucleare. Con Putin. Altro che brividi di freddo.
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(12 aprile 2023)
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