Il presidente sudcoreano Yoon Suk Yeol ha proclamato la Legge marziale nel paese nel tardo pomeriggio del 3 dicembre (ora locale) per impedire il dissolvimento dello stato causato “dalle opposizioni al Governo” che ha definito, in pratica al soldo della Corea del Nord. Nel giro di poche ore il presidente dell’Assemblea nazionale della Corea del Sud, Woo Son-shik, ha dichiarato “nulla” la legge marziale dichiarata dal presidente, Yoon Suk Yeol, dopo che la maggioranza dei deputati ha adottato una risoluzione che ne chiede la revoca in una votazione resa possibile solo dopo che Lee Seong-yoon, leader del principale partito di opposizione, è riuscito ad accedere all’aula del Parlamento scavalcando una recinzione alta 1,5m.
La Polizia aveva bloccato l’accesso su ordine presidenziale, anche ai membri del parlamento che in blocco, partito di governo e opposizione, si sono opposti alla decisione presa dal presidente senza nessun appoggio parlamentare apparente, che non fosse un sostegno delle forze armate che hanno però lasciato il parlamento dopo la votazione che annulla la Legge marziale.
La situazione è però ancora confusa. Secondo l’agenzia di stampa locale YTN alcuni alti militari sudcoreani hanno dichiarato che “la legge marziale rimarrà in vigore finché il presidente Yoon Suk Yeol non la revocherà personalmente”,. Un’altra agenzia di stampa Yohnap, riprende le parole dello speaker del Parlamento, secondo il quale le truppe sudcoreane starebbero lasciando l’edificio del Parlamento.
Il leader del partito del presidente Yoon nell’Assemblea nazionale, Choo Kyung-ho, ha detto ai giornalisti di non essere stato informato dell’intenzione di Yoon di dichiarare la legge marziale e di aver appreso dell’azione solo “attraverso i notiziari”. La maggioranza ha quindi esortato il presidente sudcoreano a rispettare il voto del Parlamento e revocare la legge marziale.
(3 dicembre 2024)
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