“Oggi c’è la nostra soddisfazione nel vedere accolto il disagio per una concezione di autonomia regionale che non è assolutamente quella che ha ispirato la riforma del titolo V nel 2001”. E’ quanto dichiara Eugenio Giani appena appresa la nota stampa sulle questioni di costituzionalità della legge sull’autonomia differenziata.
“Siamo naturalmente in attesa della sentenza ma quello che emerge è che il modello di regionalismo differenziato dell’articolo 116 terzo comma della Costituzione non è quello che veniva seguito dalla legge 86 del 2024: come da noi sostenuto nel ricorso queste condizioni particolari di autonomia debbono riguardare solamente materie di specifica caratterizzazione di quella determinata Regione, non tutte le materie come alcune Regioni e anche legge 86 volevano. Poi c’è la questione della sostenibilità finanziaria e anche con riferimento a questo la Corte sembra andare nel senso da noi auspicato con i ricorsi”.
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“Il regionalismo differenziato che la Costituzione prevede – continua Giani – non è quello che diceva la legge voluta dal Governo e approvata dalla maggioranza di centrodestra, ma quello che noi sostenevamo che fosse: è un regionalismo che comunque deve rispettare il principio di solidarietà, solidarietà ed equità”.
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(14 novembre 2024)
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