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Due risparmiatori pensionati di Grosseto avevano acquistato tra la fine del 2007 e l’inizio del 2008, su suggerimento degli zelanti funzionari di Banca Mps, obbligazioni della Banca per circa 100 mila euro (con due ordini da 50 mila euro). Solo col dissesto della Banca, nel novembre 2017, si sono resi conto di non aver acquistato, come da sempre facevano, delle normali obbligazioni ma dei titoli subordinati emessi in Lussemburgo e non riservati alla clientela retail.
Nell’arbitrato svoltosi dinanzi alla Consob, l’Arbitro per le controversie finanziarie ha rilevato che la scheda del prodotto e l’ordine di acquisto della banca erano ingannevoli e non consentivano ad un risparmiatore privo di conoscenza finanziaria la corretta identificazione del titolo e quindi dei rischi connessi.
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L’arbitro ha anche rilevato la genericità della scheda Mifid peraltro non raccolta in occasione dell’ordine del gennaio 2018. La banca è stata quindi condannata a versare la somma di euro 32.500,00 a titolo di ristoro della perdita subita. Somma che i due grossetani hanno accettato in acconto perché, tramite Confconsumatori Grosseto, avvieranno un giudizio civile teso ad accertare il maggior danno da loro subito anche per la mancata percezione dei frutti dell’investimento.
(28 marzo 2018)
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