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Piombino, il rigassificatore, quattro gatti e la propaganda elettorale spot (con commento in #podcast)

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di Giancarlo Grassi

Su La7 è andato in onda in diretta da Piombino uno dei più clamorosi spot elettorali mai visti, con tanto di collegamento da studio, sventolio delle due (2!) bandiere di FdI presenti – con aggiunta di due (2!) bandiere falce e martello in tardiva aggiunta, qualche decina di persone (poi diventate poco più di un centinaio, ci dice la nostra fonte piombinese) e augusto Sindaco a marchio FdI in diretta.

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Va detto che non si può certamente essere contrari a priori ad una manifestazione di cittadini che rifiutano il rigassificatore vicino al centro città – quando gli altri che si riattiveranno in Italia sono a miglia dalla costa – ma disturbano le bandiere di partito che appoggiano l’opposizione al rigassificatore, mentre contemporaneamente quel partito  grida contro il caro-gas e il cui sindaco, eletto coi colori di quel partito, divide il suo intervento in tre distinti tronconi: il primo, nel quale si dichiara contrario al rigassificatore senza se e senza ma (non lo dice e dimentica di aggiungere quello che aggiungerà dopo); il secondo dove si dichiara d’accordo con il Senatore La Russa che è invece d’accordo con il rigassificatore (e solo qui il Sindaco aggiunge che il problema non è il rigassificatore in sé, ma la sua collocazione in quel porto così vicino al centro); il terzo quando gli viene chiesto cosa direbbe se la lideressa Meloni dichiarasse che il rigassificatore sta bene dove sta e lui si perde, in puntura di vaghezza, nulla dicendo mentre pensa di dire molto, quasi a dimostrazione della straordinaria democrazia interna che sembra vigere nel partito personale della leader simil-Le Pen.

In sottofondo bandiere che si vedono e non si vedono, come certe trame neofasciste, gente che va e che viene (e il cameramen che si guarda bene dall’allargare l’inquadratura che renderebbe nota la reale partecipazione) e il Sindaco che scuote la testa quando Federico Rampini dice la sua, salvo poi ripetere più o meno gli stessi concetti.

Sempre uguali a loro stessi, questi Italiani. E più stanno a destra peggio stanno: volevano i cellulari, ma non i ripetitori salvo poi inondare le compagnie di proteste perché ricevevano male; vogliono le bollette basse e il cielo pulito, ma non vogliono gli strumenti per rendere il loro sogno possibile. Ma il vero dramma è la politica che va dietro a questi qui e al circolo vizioso dell’immobilismo per non cambiare nulla e continuare a lamentarsi, costruendo consenso su questa follia divisiva. Mentre il compito degli odiatori/agitatori tristemente si esaurisce dopo che hanno compiuto quello che è secondo loro il mestiere assegnatogli: offendere via social e sventolare due bandiere. E ne vanno pure fieri.

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(28 agosto 2022)

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