Il Partito Liberaldemocratico di Firenze esprime sdegno e preoccupazione per le ricorrenti manifestazioni antisemite che con scritte murali e gesti intimidatori affliggono la città. Da ultimo, le scritte con minacce di morte per il Console di Israele Marco Carrai a cui va, e non da ora, tutta la nostra solidarietà e vicinanza. Questi preoccupanti segnali rischiano di essere prodromici a ulteriori e più violente azioni verso i cittadini ebrei e verso tutti coloro che questa propaganda terroristica definisce sionisti, probabilmente senza nemmeno conoscere il significato del termine. Il cosiddetto antisionismo si rivela ancora una volta, anche se non ce n’era bisogno, come una pallida mimetizzazione del più tragico antisemitismo, come la storia ci ha insegnato.
La solidarietà e la condanna non possono più essere espressioni di circostanza che lasciano il tempo, e lo sporco, che trovano. Occorrono azioni concrete e strumenti efficaci per combattere questa deriva, ormai accettata come normale, come per esempio l’approvazione della normativa antisemitismo in Parlamento.
Giornata Resistenza Rom e Sinti, il 16 maggio celebrazione a Firenze, al Memoriale delle Deportazioni
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Lo stesso Marco Carrai nel suo comunicato, nel ribadire la sua fiducia nelle forze dell’ordine che cercano di tutelare l’incolumità sua e della sua famiglia, ricorda che c’è “chi invece si esprime mostrandomi solidarietà a fasi alterne, che talora denuncia la (grave) scritta apparsa su un muro a Firenze, talaltra tace anziché difendere il ruolo della Presidenza della Fondazione Meyer dalle insistenti pressioni che vorrebbero rimuovermi” e che “è ipocrita denunciare ignoti writers, se non si “denunciano” note voci che non proprio indirettamente alimentano odio; forse quest’odio è meno eclatante delle minacce di morte scritte su un muro, ma è assai più subdolo e insistente”.
Coccolare certe tendenze con richieste di improbabili cittadinanze a fiancheggiatori dei terroristi, invocare a ogni occasione inesistenti crimini contro l’umanità, sostenere il boicottaggio razzista di istituzioni accademiche e di imprese industriali e commerciali, invocare la marina militare per scatenare una guerra con Israele pretendendo di difendere scapestrati che fingono di avviare missioni umanitarie, relativizzare le stragi terroriste come quella del 7 ottobre manifestando vicinanza a chi la definisce resistenza, sono tutte concrete manifestazioni di supporto e di incoraggiamento a chi per ora va a sporcare i muri del centro e domani potrebbe passare dalle parole ai fatti come già è successo nel nostro recente passato.
Occorre mettere un freno a tutto ciò, individuando i responsabili materiali e disconoscendo la legittimità di chi li adula e li sostiene.
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Così la nota stampa ricevuta in redazione e pubblicata integralmente.
(4 maggio 2026)
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