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Il cane, il gatto e il cretino

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In questa città che un articolo su un noto quotidiano descrive come se esistesse sul serio, ma in realtà si tratta di un racconto ad uso marketing lontanissimo dalla realtà quotidiana, si è assistito nella mattinata del 14 agosto, attorno alle 9, a un esilarante esempio di stupidità locale allorquando un cane senza guinzaglio – i regolamenti comunali dicono che i cani vanno portati al guinzaglio – ha preso ad abbaiare furiosamente correndo in cerchio attorno ad un automobile parcheggiata sotto la quale, presumo placidamente e senza troppo agitarsi, prendeva il fresco un gatto.

Dopo dieci minuti di latrati e di rincorse da parte del cretino che rincorreva il cane che rincorreva il gatto che guardava il cane che si faceva rincorrere dal cretino, e siccome so perfettamente che toni usare per fare saltare i nervi alla gente, ho chiesto dal balcone allo scimmione antropomorfo – si riconoscono ad occhio – per quanto avremmo dovuto sopportare i latrati del suo cane inseriti nella patetica scenetta. L’esempio maschile di virilità costiera ha naturalmente dato la colpa al gatto. E quindi, ricordandogli io che esistono i guinzagli, ha sciorinato tutta la sua cultura: “Strxxo! Figlio di txxia! Pezzo di mxxxa!” a dimostrazione che non basta essere maschi per fingersi una signora.

Fine della cronaca dal paesotto di incolti e poco raffinati contadinotti magnificati da un quotidiano ad uso marketing: come facciano i pochi turisti che ancora lo popolano per periodi sempre più brevi, a sopportare la cafoneria, la protervia e la maleducazione dei suoi abitanti, resta ancora un mistero impenetrabile.

 

 

(14 agosto 2023)

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