di Redazione Politica
“La legge toscana sul fine vita ha colmato un vuoto. Occorre però adesso una norma nazionale che formalizzi quanto affermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 242 del 2019”. Così il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, dopo il primo caso di suicidio medicalmente assistito in Toscana a seguito dell’approvazione della legge regionale avvenuta lo scorso febbraio.
Temporali forti, codice giallo sulla costa dalle 20 di domenica 11 alle 9 di lunedì 12
La Sala operativa della Protezione civile ha emesso il codice giallo per per temporali forti con rischio idrogeologicoidraulico... →
“Quanto avvenuto – spiega Giani – dimostra che la nostra legge, in realtà, non crea nuove condizioni, anche di disciplina, rispetto al fine vita medicalmente assistito. La legge si è limitata a tradurre in procedure obiettive, imparziali, neutre, uguali per tutti quanto affermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 242 del 2019. La legge toscana ha reso concreti i principi contenuti nella sentenza, permettendo ai cittadini di accedere ad un percorso di fine vita medicalmente assistito, rispettando il principio di autodeterminazione. In poche parole – ha concluso Giani – siamo davanti alla dimostrazione più evidente di quanto la legge toscana abbia momentaneamente colmato un vuoto, che però non abbiamo la presunzione di riempire per sempre. Diventa adesso opportuno arrivare a una legge nazionale che traduca i principi della sentenza della Consulta”.
“Bibliotecari per un giorno”, la biblioteca come non l’avete mai sentita raccontare
Domenica 11 ottobre, alle ore 17.30, la sezione Bottini dell’Olio della Biblioteca Labronica ospiterà “Bibliotecari per un giorno”,... →
(11 giugno 2025)
©gaiaitalia.com 2025 – diritti riservati, riproduzione vietata

