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Attacco al Consolato americano a Firenze: è allarme terrorismo. Arrestato un ventenne italiano

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L’attacco con molotov al consolato americano a Firenze di due notti fa è stato rivendicato con un video di 1 minuto e 50 secondi, scrive Repubblica, dal titolo “The World is Hamas”, in una rivendicazione globale che ricorda molto da vicino i proclami dello stato islamico (quello che doveva essere stato sconfitto grazie a Turchia e Siria che nel frattempo bombardavano i Curdi), video subito fino sotto la lente d’ingrandimento dell’anti terrorismo e della Dda.

Nel video, girato di notte, si vede la sede del consolato americano. “Oggi è il 30 gennaio. Tra 24 ore cominceremo, se Dio vuole, con la prima operazione “morte ai sionisti” in Europa – il testo che scorre, tradotto in italiano, segue una voce fuori campo in arabo – l’obiettivo è il lancio di 2 bombe a 1-2 metri dal consolato generale degli Usa a Firenze, solo come avvertimento. Tuttavia, se l’Italia e l’Europa continueranno a sostenere i crimini di Israele e Usa inizieremo con la vera prima operazione e sappiate che oltre metà degli obbiettivi non sono israeliani o americani”.

Il terrorismo arabo di matrice islamista annuncia sempre quello che farà e questi non sembrano davvero essere giorni adatti a prendere le rivendicazioni sottogamba così che la Digos e le autorità italiane sono rapidamente risalite al presunto terrorista jihadista: si tratta di un 21enne italiano di origini giordane prelevato dalle autorità nella notte dopo che aveva commesso l’ingenuità di inviare il video di rivendicazione dal suo telefono cellulare. Il giovane uomo è stato fermato su ordine della Dda con l’accusa di aver lanciato due bottiglie molotov verso il Consolato Usa di Firenze e di aver girato e diffuso il video di rivendicazione; è residente nel comune di Dicomano ed è stato fermato con le accuse di “atto di terrorismo con ordigni e esplosivi e per possesso di arma da guerra“. Il giovane sarebbe un ex studente universitario, che lavora nella ditta del padre la cui radicalizzazione sarebbe avvenuta autonomamente grazie all’abbondante materiale disponibile in rete e nel dark web.

In casa gli sono stati sequestrati il telefono, il computer e alcuni indumenti, che potrebbero essere gli stessi usati per l’attacco.

 

 

(3 febbraio 2024)

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