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Rientrati dal Venezuela i primi sanitari toscani. Le testimonianze racconto della missione

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Sono rientrati nelle scorse ore con volo militare atterrato a Pratica di Mare i prime cinque sanitari toscani che erano partiti il 26 giugno per portare aiuto alle popolazioni colpite dal devastante sisma in Venezuela. Quattro infermieri e un medico all’interno della squadra di 36 sanitari provenienti da sei differenti Regioni, inviata dal Dipartimento di Protezione civile nazionale come supporto sanitario alle popolazioni locali. L’intero gruppo ha operato sotto il coordinamento della Toscana.

“L’ impatto è stato forte da un punto di vista emotivo – racconta il coordinatore Fabio Zanieri, infermiere di lungo corso della CROSS di Pistoia specializzato nella gestione delle maxiemergenze, con diverse missioni internazionali alle spalle -. Siamo stati accolti con grande gratitudine dalla popolazione locale che è veramente provata da questa emergenza e abbiamo percepito chiaramente l’importanza del contributo che potevamo offrire con il nostro impegno in questa missione. Abbiamo operato essenzialmente in due presidi, tramite il dipartimento di Protezione Civile Nazionale che ci ha messo a disposizione diretta del viceministro della sanità locale. Dopo l’arrivo a Caracas siamo stati indirizzati verso Caraballeda, dove nello spazio di un campo da golf abbiamo istituito un punto di primo soccorso, con le attrezzature fornite dal Ministero della sanità locale, ma anche con il materiale che avevamo portato con noi sul volo militare, che è risultato molto utile. Da visite ordinarie a traumi importanti, fratture o patologie acute, siamo stati in grado di trattare circa 50 pazienti al giorno, essenzialmente superstiti del sisma, ma anche gli stessi soccorritori rimasti feriti nelle operazioni, organizzandoci in 3 turni di 8 ore, in modo da avere un servizio no stop nelle 24 ore. Ricordo – racconta sempre Zanieri – che abbiamo conquistato la fiducia dei sanitari locali quando ci hanno osservato intervenire su un paziente colto da infarto che siamo riusciti a stabilizzare. Da quel momento siamo diventati il punto di riferimento del campo. Oltre a Caraballeda operavamo anche all’Hospital San José a La Guaira, all’ interno di gazebo che fungevano da ambulatori. Lì i numeri erano anche maggiori, con 70 – 80 pazienti che abbiamo trattato ogni giorno”.

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Attualmente un’altra squadra toscana, che si è avvicendata con la prima, è ancora impegnata nelle operazioni. Sono 6 sanitari, di cui: un ginecologo, due pediatri, un medico di pronto soccorso, un’ostetrica ed un infermiere di pediatria per assistenza ambulatoriale. Sono in corso interlocuzioni con il Dipartimento Nazionale per stabilire la data definitiva del rientro, così come l’invio di ulteriore personale. Apprezzamento per i nostri sanitari di ritorno e per coloro che sono ancora impegnati nella missione è stato espresso dal presidente della Regione Eugenio Giani e dal sottosegretario alla Presidenza della Regione Bernard Dika.

Secondo il presidente Giani: “La Toscana è orgogliosa di poter contare su professionisti che sono sempre presenti con competenza e altruismo dove c’è più bisogno. Ancora una volta l’intervento in Venezuela è una conferma dell’eccellenza che possiamo mettere in campo negli scenari internazionali più complessi. A voi il ringraziamento più autentico di tutta la Toscana per la dedizione che avete dimostrato”.

“Donne e uomini che riescono a fare sempre la differenza – ha detto il sottosegretario Dika – con la loro preparazione e professionalità, nell’impegno di Protezione civile, che sappiamo non essere semplicemente una professione, ma un’esperienza che specie in certi contesti è totalizzante e che richiede umanità e coraggio. Grazie davvero per l’esempio di solidarietà internazionale che avete portato in Venezuela a nome di tutti noi”.

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Informa una nota stampa della Regione Toscana.

 

 

(7 luglio 2026)

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