E Salvini si scaglia contro la Francia il cui rapporto deficit/PIL è al 5%, ed è infatti sotto la procedura di infrazione; e Meloni sperava meglio e se la prende con l’Istat che è “contro il Governo e gli Italiani” e insomma non gli passa nemmeno per la testa che la responsabilità possa essere anche, e non esclusivamente, ma anche loro. Giorgetti, più parco, prende atto “con rammarico”. Il problema? La procedura d’infrazione non permette margini di manovra nella prossima legge di Bilancio che doveva essere quella delle regalie, trattandosi di anno elettorale.
Dunque dovranno accontentarsi dei regalini da occasione normale. Cosa faranno? Bisogna andare a naso: potranno abbassare il canone Rai, che per quel che offre dovrebbe essere gratis o pagarci per guardarla, o qualche altra fantasiosa misuretta creata per chi li vota.
+ Europa: “I Taxi a Firenze chiedono nuovi aumenti delle tariffe, mentre l’offerta non copre la domanda”
A Firenze i taxi sono pochi e, quando si parla di taxi, il dibattito riguarda quasi sempre le... →
Nel dettaglio i dati parlano di rapporto deficit/Pil invariato rispetto alle stime di aprile, per il 2025 la revisione è stata al rialzo per le entrate (1.991 milioni) e per le uscite (2.346 milioni), con un peggioramento della stima di deficit di 355 milioni. Il debito nel 2025 è pari al 136,7% del Pil, in aumento dal 134,2% del 2024 ma in miglioramento rispetto alla precedente stima di aprile al 137,1%, ma del debito pubblico rispetto al Pil il governo si guarda bene dal parlare nonostante costi all’Italia tra gli 85 e i 90 miliardi di euro di soli interessi passivi – 240 milioni di € al giorno.
In soldoni significa che circa 4 euro ogni 100 euro prodotti dall’economia italiana vanno esclusivamente a ripagare il costo del debito accumulato, prima ancora di aver speso un singolo euro per sanità, scuola, infrastrutture o servizi pubblici. Ma è colpa dell’Istat che non vuole bene né al governo né agli italiani.
Ciliegina sulla torta la pressione fiscale complessiva (ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al Pil) è risultata in crescita e pari al 42,9% (era 42,2% nel 2024), a seguito di un aumento delle entrate fiscali e contributive (+4,1%), superiore rispetto a quello del Pil a prezzi correnti (+2,5%). Questo doveva essere il governo che abbassava le tasse – e ce la raccontano ancora.
A Palazzo Strozzi di Firenze, la mostra “Broken, il potere del frammento”. Il podcast
di Emilio Campanella Apre domani al pubblico a Palazzo Strozzi di Firenze, la mostra Broken, il potere del... →
(22 settembre 2026)
©gaiaitalia.com 2026 – diritti riservati, riproduzione vietata

