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Un pomeriggio di riflessione con autorevoli studiosi dedicato alla vicenda di un manoscritto ritrovato e riacquistato dalla Biblioteca Città di Arezzo. Appuntamento mercoledì 27 novembre a partire dalle 17 nella sala conferenze della biblioteca con Giovanni Bianchini, Claudio Santori, Piero Scapecchi.
È stato proprio su segnalazione di Giovanni Bianchini che nel 2012 la Biblioteca Città di Arezzo ha acquistato il manoscritto delle “Satire” di Federico Nomi dalla Libreria Pregliasco di Milano per poi successivamente restaurarlo.
Il manoscritto, datato 1694, riporta nel frontespizio un bellissimo disegno di un fauno e di un giullare che sorreggono il titolo, il tutto incorniciato da motivi architettonici e floreali. Le satire sono 16, di cui una dedicata al Redi e una a Leibniz, con numerose correzioni e alcune aggiunte.
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Federico Nomi (Anghiari 1633 – Monterchi 1705) fu professore ad Arezzo, direttore dal 1670 del collegio ducale di Pisa e poi dell’università, amico di Francesco Redi, poeta con spiccata tendenza al genere comico e satirico, autore del poema eroicomico “Il Catorcio d’Anghiari”. Aderì all’Arcadia con lo pseudonimo Ceriforme Meratide.
(25 novembre 2019)
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