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Livorno in lutto per la dipartita dell’assessore Lemetti? Pietro Caruso (PD) ad esempio, dice…

di G.G., #Livorno

 

 

La sostituzione dell’assessore Lemetti, ex assessore al Bilancio del Comune di Livorno, una delle tante città che il M5S governa con “ganzissime” soluzioni, pare avere provocato reazioni di vario tipo ugualmente distribuite tra sospiri di sollievo, esclamazioni al bar, commenti sui social e commenti politici più o meno sussurrati. Lemetti veniva da una turbolenta attività come cassiere di una discoteca, il cui proprietario lo aveva accusato di essersi intascato 1500 euro, accusa dalla quale Lemetti è stato prosciolto nel 2015, ed è stato poi catapultato sulla poltrona da assessore al Bilancio di Livorno ed ora di Roma. La gente è cattiva, si può addirittura inventare che sei un incapace quando fai carriera così rapidamente, e pensare che l’hai fatta nonostante le tue poche capacità.

Meno male che a toglierci dall’imbarazzo della curiosità incontenibile, che come insegnano gli inglesi principi dell’understatement in pubblico e sovrani del pettegolezzo in privato, è sconveniente soprattutto quando non soddisfatta, arriva il capogruppo PD al Comune di Livorno Pietro Caruso che con una dichiarazione a Livornopress liquida senza mezzi termini l’esperienza politica [sic] del braccio destro del geniale Sindaco Nogarin quello indagato e che fa fuori la direttrice generale che gliele cantava chiare.



“L’assessore delle tasse e dei rimborsi, Gianni Lemmetti si è dimesso” afferma Caruso, “dirottato a Roma da Grillo e Casaleggio per cercare di “salvare” Virginia Raggi e la faccia del M5S. Insieme al Sindaco Nogarin ha gestito le partecipate ed il bilancio del nostro comune aumentando del 15% la TARI, raddoppiando l’addizionale comunale Irpef dallo 0,45% progressivo allo 0,80% per tutti, portando l’Imu ai massimi nazionali (10,6 per mille), decidendo il concordato per Aamps con la conseguenza del licenziamento di circa 50 lavoratori dell’indotto, introducendo i rimborsi casa-lavoro per gli assessori, svendendo i gioielli di SPIL, portando al fallimento la Labronica corse e quindi alla chiusura del Caprilli, decidendo il pagamento dei contrassegni a residenti e ai titolari di permessi in deroga, sostituendo pedissequamente, con lievitazione di costi, presidenti e membri dei vari CDA. Pur riconoscendogli di averci sempre messo la faccia, non ci mancherà”.





(25 agosto 2017)

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